{"id":7689,"date":"2026-05-12T10:52:25","date_gmt":"2026-05-12T08:52:25","guid":{"rendered":"https:\/\/hoplix.com\/print-on-demand-university\/?p=7689"},"modified":"2026-06-03T11:35:29","modified_gmt":"2026-06-03T09:35:29","slug":"film-in-pet","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/hoplix.com\/print-on-demand-university\/film-in-pet\/","title":{"rendered":"Film in PET: caratteristiche, DTF, hot peel, cold peel e riciclabilit\u00e0"},"content":{"rendered":"<article aria-labelledby=\"titolo-principale\">\n<div class=\"intro-box\" role=\"note\" aria-label=\"Panoramica dell'articolo\">\n<p>Questo articolo spiega cos&#8217;\u00e8 il film in PET, quali sono le sue propriet\u00e0 fisiche e chimiche, come viene impiegato nel processo di <a href=\"https:\/\/hoplix.com\/print-on-demand-university\/stampa-dtf\/\">stampa DTF<\/a>, quali varianti esistono in base alla modalit\u00e0 di distacco e come si distingue da altri materiali come PVC e poliuretano. Vengono trattati: la struttura del polimero polietilene tereftalato, l&#8217;influenza del rivestimento superficiale sulla qualit\u00e0 della stampa, le differenze tra hot peel e cold peel, le condizioni di conservazione corrette e gli aspetti di riciclabilit\u00e0 del materiale.<\/p>\n<\/div>\n<p><!-- SEZIONE 1 --><\/p>\n<section data-section=\"definizione-film-pet\" data-rule=\"mostra sempre in apertura articolo\" aria-labelledby=\"h2-definizione\">\n<h2 id=\"h2-definizione\">Che cos&#8217;\u00e8 il film in PET e quali sono le sue caratteristiche principali<\/h2>\n<p>Il <mark>film in PET<\/mark> \u00e8 una pellicola sottile realizzata in <mark>polietilene tereftalato<\/mark>, un polimero termoplastico appartenente alla famiglia dei poliesteri. Viene prodotto mediante estrusione del polimero fuso, che viene steso in lastre sottili e raffreddato per ottenere una pellicola con superficie liscia, omogenea e priva di porosit\u00e0. Lo spessore standard dei film in PET per uso nella stampa digitale \u00e8 compreso tra <mark>75 e 100 micron<\/mark>.<\/p>\n<p>La superficie del film in PET \u00e8 caratterizzata da elevata trasparenza ottica. Questa propriet\u00e0 consente un preciso allineamento delle immagini durante le fasi di stampa e trasferimento termico, poich\u00e9 il disegno stampato sulla pellicola \u00e8 visibile anche dal lato opposto al substrato.<\/p>\n<p>Il film in PET presenta una bassa espansione termica, ovvero mantiene le proprie dimensioni con variazioni minime anche quando sottoposto a calore o pressione. Questa propriet\u00e0, denominata stabilit\u00e0 dimensionale, \u00e8 determinante nei processi che prevedono l&#8217;uso di presse a caldo con temperature fino a <mark>160\u00b0C<\/mark>. Un materiale con espansione termica elevata produrrebbe distorsioni geometriche nella stampa durante la fase di pressatura.<\/p>\n<h3>Propriet\u00e0 fisiche e chimiche del polietilene tereftalato<\/h3>\n<dl aria-label=\"Propriet\u00e0 fisico-chimiche del film in PET per la stampa digitale\">\n<dt>Resistenza meccanica<\/dt>\n<dd>Il PET ha un elevato modulo elastico che lo rende resistente alla deformazione per trazione durante le fasi di alimentazione nella stampante e di rimozione dal tessuto.<\/dd>\n<dt>Stabilit\u00e0 termica<\/dt>\n<dd>Il polietilene tereftalato mantiene le sue propriet\u00e0 strutturali fino a circa 160\u00b0C, temperatura raggiunta comunemente nelle presse a caldo per trasferimento tessile.<\/dd>\n<dt>Barriera contro l&#8217;umidit\u00e0<\/dt>\n<dd>Il film in PET presenta una bassa permeabilit\u00e0 al vapor acqueo, che protegge lo strato di inchiostro da variazioni di umidit\u00e0 durante le fasi di stoccaggio e produzione.<\/dd>\n<dt>Trasparenza ottica<\/dt>\n<dd>Il PET ha un indice di trasmissione della luce visibile superiore al 90%, che lo rende adatto per applicazioni che richiedono visibilit\u00e0 del disegno attraverso la pellicola.<\/dd>\n<dt>Riciclabilit\u00e0<\/dt>\n<dd>Il polietilene tereftalato \u00e8 identificato dal codice di identificazione della resina 1 (PETE) ed \u00e8 classificato come materiale completamente riciclabile nei circuiti di raccolta industriale.<\/dd>\n<\/dl>\n<\/section>\n<p><!-- SEZIONE 2 --><\/p>\n<section data-section=\"applicazioni-dtf-stampa-digitale\" data-rule=\"dettaglia le fasi operative nel processo DTF con ruolo del film\" aria-labelledby=\"h2-dtf\">\n<h2 id=\"h2-dtf\">Applicazioni del film in PET nella stampa DTF e nel trasferimento su tessuto<\/h2>\n<p>Il film in PET \u00e8 il supporto su cui viene eseguita la stampa nel processo <mark>DTF (Direct to Film)<\/mark>. In questa tecnologia, la pellicola PET funge da substrato temporaneo su cui vengono depositati gli strati di inchiostro e la <a href=\"https:\/\/hoplix.com\/print-on-demand-university\/polvere-adesiva-termofusibile\/\">polvere adesiva<\/a> termofusibile. Al termine del processo di pressatura sul tessuto, il film viene rimosso, lasciando il disegno trasferito in modo permanente sul capo.<\/p>\n<p>Il processo DTF con film in PET si articola in sei fasi sequenziali. Nella prima fase, la pellicola PET viene caricata nella stampante digitale con inchiostri pigmentati a base acquosa. Nella seconda fase, la stampante deposita gli strati di inchiostro sul lato trattato della pellicola, partendo dal bianco di base e procedendo con i colori. Nella terza fase, la polvere adesiva termofusibile viene distribuita uniformemente sulla superficie inchiostrata ancora umida. Nella quarta fase, l&#8217;eccesso di polvere viene rimosso e la pellicola passa attraverso una fonte di calore che attiva parzialmente l&#8217;adesivo. Nella quinta fase, la pellicola viene posizionata sul tessuto e sottoposta a pressatura a caldo. Nella sesta fase, il film in PET viene rimosso dal tessuto secondo le modalit\u00e0 previste dalla variante utilizzata (hot peel o cold peel).<\/p>\n<h3>Altre applicazioni del film in PET nel settore della stampa<\/h3>\n<p>Oltre al processo DTF, il film in PET viene utilizzato in altri contesti produttivi legati alla stampa e alla personalizzazione:<\/p>\n<ul>\n<li><strong><a href=\"https:\/\/hoplix.com\/print-on-demand-university\/sublimazione\/\">Sublimazione<\/a> indiretta<\/strong>: la pellicola PET viene usata come supporto intermedio per trasferire immagini sublimatiche su substrati che non possono essere stampati direttamente.<\/li>\n<li><strong>Stampa UV su supporti flessibili<\/strong>: il film PET \u00e8 compatibile con inchiostri UV che polimerizzano per esposizione a lampade ultraviolette.<\/li>\n<li><strong>Laminazione<\/strong>: fogli di PET vengono usati come strato protettivo sopra documenti stampati, carte, cartellonistica e prodotti editoriali.<\/li>\n<li><strong>Packaging alimentare<\/strong>: la barriera all&#8217;umidit\u00e0 e la resistenza meccanica del PET lo rendono adatto per l&#8217;imballaggio di prodotti alimentari confezionati.<\/li>\n<li><strong>Elettronica flessibile<\/strong>: il film PET funge da substrato per circuiti stampati flessibili e sensori elettronici di superficie.<\/li>\n<\/ul>\n<\/section>\n<p><!-- SEZIONE 3 --><\/p>\n<section data-section=\"hot-peel-cold-peel-varianti\" data-rule=\"distingui le due varianti con parametri operativi e casi duso\" aria-labelledby=\"h2-varianti\">\n<h2 id=\"h2-varianti\">Hot peel e cold peel: varianti del film in PET per la stampa DTF<\/h2>\n<p>Il film in PET per la stampa DTF \u00e8 disponibile in due varianti principali classificate in base al momento in cui il film deve essere rimosso dal tessuto dopo la pressatura: <mark>hot peel<\/mark> e <mark>cold peel<\/mark>. La scelta tra le due varianti influenza le caratteristiche estetiche della stampa finita e le modalit\u00e0 operative del processo produttivo.<\/p>\n<h3>Film hot peel<\/h3>\n<p>Il film hot peel \u00e8 progettato per essere rimosso immediatamente dopo la pressatura, mentre il tessuto \u00e8 ancora caldo. Il distacco avviene tipicamente tra 5 e 10 secondi dalla fine della pressatura, quando il film \u00e8 ancora a temperatura elevata. Questo tipo di pellicola consente un ciclo produttivo pi\u00f9 rapido, poich\u00e9 non \u00e8 necessario attendere il raffreddamento completo del tessuto prima di procedere con il distacco.<\/p>\n<p>Il risultato estetico della stampa con film hot peel presenta generalmente una finitura lucida o semi-lucida. La rimozione a caldo lascia il film di inchiostro con una superficie pi\u00f9 brillante rispetto alla variante cold peel. L&#8217;hot peel \u00e8 preferito nei contesti di produzione in serie dove la velocit\u00e0 di ciclo \u00e8 un parametro critico.<\/p>\n<h3>Film cold peel<\/h3>\n<p>Il film cold peel richiede il raffreddamento completo del tessuto prima di procedere con il distacco della pellicola. Il tempo di attesa \u00e8 generalmente compreso tra 30 e 60 secondi dalla fine della pressatura, oppure il raffreddamento pu\u00f2 essere accelerato con ventilazione forzata. Questo processo pi\u00f9 lento produce una finitura meno lucida rispetto all&#8217;hot peel, con una superficie pi\u00f9 opaca e uniforme.<\/p>\n<p>Il cold peel \u00e8 preferito per stampe che richiedono un&#8217;elevata nitidezza dei bordi e una finitura opaca compatibile con l&#8217;estetica del capo. La rimozione a freddo riduce il rischio di distacco parziale o deformazione del film di inchiostro, in particolare su superfici tessili con texture pronunciata.<\/p>\n<table aria-describedby=\"caption-peel\">\n<caption id=\"caption-peel\">Confronto tra film in PET hot peel e cold peel<\/caption>\n<thead>\n<tr>\n<th scope=\"col\">Parametro<\/th>\n<th scope=\"col\">Hot peel<\/th>\n<th scope=\"col\">Cold peel<\/th>\n<\/tr>\n<\/thead>\n<tbody>\n<tr>\n<td>Momento di distacco<\/td>\n<td>Immediatamente dopo la pressatura (a caldo)<\/td>\n<td>Dopo raffreddamento completo (30\u201360 sec)<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Finitura superficiale<\/td>\n<td>Lucida o semi-lucida<\/td>\n<td>Opaca o semi-opaca<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Velocit\u00e0 di produzione<\/td>\n<td>Pi\u00f9 rapida<\/td>\n<td>Pi\u00f9 lenta<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Rischio di distacco parziale<\/td>\n<td>Maggiore su superfici irregolari<\/td>\n<td>Minore, il raffreddamento consolida l&#8217;adesione<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Tessuti consigliati<\/td>\n<td>Cotone liscio, jersey, superfici piane<\/td>\n<td>Felpe, canvas, tessuti con texture<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/section>\n<p><!-- SEZIONE 4 --><\/p>\n<section data-section=\"confronto-pet-pvc-poliuretano\" data-rule=\"tabella comparativa con materiali alternativi nel transfer\" aria-labelledby=\"h2-confronto\">\n<h2 id=\"h2-confronto\">Differenze tra film in PET, PVC e poliuretano nei processi di transfer<\/h2>\n<p>Il film in PET \u00e8 uno dei tre materiali principali impiegati come supporto nei processi di trasferimento termico. Gli altri due materiali sono il <mark>PVC (polivinilcloruro)<\/mark> e il <mark>poliuretano<\/mark>. Ogni materiale ha propriet\u00e0 fisiche e chimiche specifiche che lo rendono adatto a determinati contesti e lo escludono da altri.<\/p>\n<p>Il PVC \u00e8 un polimero flessibile con un basso punto di rammollimento, inferiore a quello del PET. Questa caratteristica lo rende suscettibile a deformazioni quando sottoposto a temperature superiori a 80\u201390\u00b0C, un range comunemente raggiunto nelle presse termiche per trasferimento tessile. Alcune formulazioni di PVC rilasciano composti organici volatili (COV) durante il riscaldamento, un aspetto rilevante dal punto di vista della sicurezza nei luoghi di lavoro.<\/p>\n<p>Il poliuretano \u00e8 apprezzato per la sua elasticit\u00e0 e morbidezza al tatto. Tuttavia, la stabilit\u00e0 dimensionale del poliuretano \u00e8 inferiore a quella del PET, il che pu\u00f2 produrre distorsioni geometriche nella stampa quando la pellicola viene sottoposta a trazione durante l&#8217;alimentazione nella stampante o il distacco dal tessuto. Il poliuretano \u00e8 preferito nelle applicazioni che richiedono una finitura tattile morbida nel prodotto finito.<\/p>\n<table aria-describedby=\"caption-materiali\">\n<caption id=\"caption-materiali\">Confronto tra film in PET, PVC e poliuretano per applicazioni di transfer termico<\/caption>\n<thead>\n<tr>\n<th scope=\"col\">Propriet\u00e0<\/th>\n<th scope=\"col\">PET<\/th>\n<th scope=\"col\">PVC<\/th>\n<th scope=\"col\">Poliuretano<\/th>\n<\/tr>\n<\/thead>\n<tbody>\n<tr>\n<td>Stabilit\u00e0 termica<\/td>\n<td>Alta (fino a 160\u00b0C)<\/td>\n<td>Media (fino a 80\u201390\u00b0C)<\/td>\n<td>Media (dipende dalla formulazione)<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Stabilit\u00e0 dimensionale<\/td>\n<td>Alta<\/td>\n<td>Media<\/td>\n<td>Bassa\u2013media<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Flessibilit\u00e0 del film<\/td>\n<td>Media<\/td>\n<td>Alta<\/td>\n<td>Molto alta<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Trasparenza<\/td>\n<td>Alta (&gt;90%)<\/td>\n<td>Media<\/td>\n<td>Media\u2013alta<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Riciclabilit\u00e0<\/td>\n<td>Completa (codice 1)<\/td>\n<td>Limitata (richiede trattamenti specifici)<\/td>\n<td>Parziale<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Emissioni durante riscaldamento<\/td>\n<td>Assenti<\/td>\n<td>Possibili COV<\/td>\n<td>Assenti o minime<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Applicazioni principali<\/td>\n<td>DTF, sublimazione, laminazione<\/td>\n<td>Transfer a bassa temperatura, adesivi<\/td>\n<td>Transfer morbido, patch elastici<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/section>\n<p><!-- SEZIONE 5 --><\/p>\n<section data-section=\"rivestimento-superficiale-qualita-stampa\" data-rule=\"spiega il ruolo del trattamento superficiale sulla qualita di stampa\" aria-labelledby=\"h2-rivestimento\">\n<h2 id=\"h2-rivestimento\">Influenza del rivestimento superficiale del film PET sulla qualit\u00e0 della stampa<\/h2>\n<p>Il rivestimento superficiale del film in PET \u00e8 lo strato funzionale che determina la capacit\u00e0 del film di ricevere e trattenere l&#8217;inchiostro in modo uniforme. Un film in PET non trattato ha una tensione superficiale troppo bassa per garantire un&#8217;adesione stabile degli inchiostri a base acquosa, i pi\u00f9 diffusi nei sistemi DTF. Il trattamento superficiale aumenta la bagnabilit\u00e0 della pellicola, consentendo all&#8217;inchiostro di distribuirsi in modo omogeneo senza formare microgocce o aree di ritiro.<\/p>\n<p>I principali metodi di trattamento superficiale applicati al film in PET per uso nella stampa digitale sono:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Trattamento corona<\/strong>: esposizione della superficie del film a una scarica elettrica ad alta tensione in atmosfera di aria o azoto. Il trattamento corona ossida la superficie del PET, aumentando la tensione superficiale da circa 36 mN\/m (valore del PET non trattato) a valori compresi tra 42 e 56 mN\/m.<\/li>\n<li><strong>Trattamento al plasma<\/strong>: esposizione della superficie a un plasma di gas inerte o reattivo. Produce un&#8217;attivazione superficiale pi\u00f9 profonda e duratura rispetto al trattamento corona.<\/li>\n<li><strong>Rivestimento chimico (coating)<\/strong>: applicazione di uno strato sottile di polimero funzionale sulla superficie del PET, ottimizzato per l&#8217;adesione di specifici tipi di inchiostro (a base acqua, UV, solvente).<\/li>\n<\/ul>\n<h3>Effetti del rivestimento sulla polvere adesiva termofusibile<\/h3>\n<p>Il rivestimento superficiale del film in PET influenza anche la distribuzione della polvere adesiva termofusibile applicata sulla pellicola dopo la stampa. Una superficie con adeguata bagnabilit\u00e0 trattiene i granuli di polvere in modo uniforme, evitando accumuli localizzati o aree prive di adesivo. Una superficie non trattata o con trattamento degradato provoca una distribuzione irregolare della polvere, con conseguente adesione non omogenea del trasferimento al tessuto.<\/p>\n<div class=\"note-box\" role=\"note\" aria-label=\"Nota tecnica sul degrado del trattamento superficiale\">\n<p>Il trattamento corona applicato al film in PET ha una durata limitata nel tempo. La tensione superficiale del film trattato diminuisce progressivamente per effetto dell&#8217;invecchiamento del materiale e dell&#8217;esposizione all&#8217;umidit\u00e0 ambientale. Film conservati in condizioni non idonee per periodi superiori a 6\u201312 mesi possono mostrare una riduzione delle prestazioni di stampa anche se non presentano difetti visibili.<\/p>\n<\/div>\n<\/section>\n<p><!-- SEZIONE 6 --><\/p>\n<section data-section=\"conservazione-manipolazione-film-pet\" data-rule=\"fornisce condizioni operative e avvertenze per lo stoccaggio\" aria-labelledby=\"h2-conservazione\">\n<h2 id=\"h2-conservazione\">Conservazione e manipolazione del film in PET<\/h2>\n<p>Il film in PET deve essere conservato in ambienti asciutti, puliti e privi di polvere. L&#8217;esposizione all&#8217;umidit\u00e0 altera la tensione superficiale del rivestimento e pu\u00f2 causare difetti di stampa. La temperatura ideale di conservazione \u00e8 compresa tra <mark>15\u00b0C e 25\u00b0C<\/mark>, con umidit\u00e0 relativa non superiore al <mark>60%<\/mark>.<\/p>\n<p>La pellicola deve essere mantenuta nella confezione originale sigillata fino al momento dell&#8217;utilizzo. Le rotazioni o le bobine di film non devono essere appoggiate su superfici dure senza protezione, per evitare deformazioni o graffi che possono generare difetti di stampa. L&#8217;esposizione prolungata alla luce solare diretta pu\u00f2 degradare il trattamento superficiale e ridurre le prestazioni adesive del film.<\/p>\n<h3>Precauzioni durante la manipolazione<\/h3>\n<p>Durante la manipolazione del film in PET, \u00e8 necessario evitare il contatto diretto con le dita sulla superficie stampabile. Le impronte digitali depositano residui di grasso che riducono localmente la tensione superficiale del trattamento, producendo aree con adesione ridotta dell&#8217;inchiostro. Per questo motivo, si raccomanda l&#8217;uso di guanti antistatici durante il caricamento della pellicola nella stampante e durante le operazioni di ispezione del materiale.<\/p>\n<ul>\n<li>Il film non deve essere piegato ad angolo acuto, in quanto pu\u00f2 formare pieghe permanenti che causano difetti di avanzamento nella stampante.<\/li>\n<li>Le bobine di film devono essere conservate in posizione verticale o orizzontale su supporti appositi per evitare deformazioni della sezione circolare.<\/li>\n<li>I tagli del film devono essere eseguiti con utensili puliti e affilati per evitare bordi frastagliati che possono causare inceppamenti nella stampante.<\/li>\n<li>In ambienti di produzione con alta frequenza di utilizzo, \u00e8 consigliata una rotazione del magazzino basata sulla data di produzione (FIFO: First In, First Out).<\/li>\n<\/ul>\n<\/section>\n<p><!-- SEZIONE 7 --><\/p>\n<section data-section=\"riciclabilita-sostenibilita-pet\" data-rule=\"tratta normativa EU e processi di recupero del PET\" aria-labelledby=\"h2-riciclo\">\n<h2 id=\"h2-riciclo\">Riciclabilit\u00e0 e sostenibilit\u00e0 del film in PET<\/h2>\n<p>Il polietilene tereftalato \u00e8 classificato come materiale completamente riciclabile secondo il sistema di identificazione delle resine plastiche. Il codice internazionale assegnato al PET \u00e8 il numero <mark>1<\/mark> (indicato con la sigla PETE all&#8217;interno del simbolo del riciclo). Questo codice identifica i polimeri che possono essere raccolti, trattati e reintrodotti nei cicli produttivi come materia prima secondaria.<\/p>\n<p>Il riciclo meccanico del PET prevede la raccolta dei materiali in PET usati, la pulizia, la macinazione in scaglie (flake) e la rifusione per produrre granuli di PET riciclato. Questi granuli possono essere utilizzati per produrre nuovi film, fibre sintetiche, imballaggi e altri prodotti. Il processo di riciclo meccanico del PET \u00e8 operativo su scala industriale in molti paesi europei e consente un risparmio energetico significativo rispetto alla produzione di PET vergine.<\/p>\n<h3>Normativa europea sulla gestione dei rifiuti plastici<\/h3>\n<p>La Direttiva europea 2019\/904\/UE (Single-Use Plastics Directive) stabilisce obiettivi di riduzione dell&#8217;impatto ambientale delle plastiche monouso. Il Regolamento (UE) 2022\/1616 relativo ai materiali a contatto con gli alimenti fissa requisiti tecnici per l&#8217;uso di PET riciclato nel packaging alimentare, imponendo standard di purezza per il materiale rigenerato.<\/p>\n<p>Il Piano d&#8217;azione europeo per l&#8217;economia circolare, pubblicato dalla Commissione Europea nel <time datetime=\"2020-03\">marzo 2020<\/time>, prevede l&#8217;obiettivo di rendere riciclabili tutti gli imballaggi plastici immessi sul mercato UE entro il <time datetime=\"2030\">2030<\/time>. Questo obiettivo include anche le pellicole di plastica come i film in PET.<\/p>\n<h3>Limitazioni alla riciclabilit\u00e0 del film PET post-stampa<\/h3>\n<p>Il film in PET proveniente da processi di stampa DTF presenta limitazioni specifiche alla riciclabilit\u00e0 industriale. La presenza di inchiostro residuo, polvere adesiva e altri contaminanti sulla superficie della pellicola richiede processi di pulizia prima del riciclo. Nei cicli di produzione in serie, \u00e8 possibile implementare sistemi di raccolta differenziata dei ritagli e degli scarti di film PET puliti (non stampati) per avviarli direttamente al riciclo meccanico senza necessit\u00e0 di decontaminazione.<\/p>\n<ul>\n<li>I ritagli di film PET non stampato sono classificabili come scarti di produzione e possono essere avviati direttamente al riciclo meccanico.<\/li>\n<li>I film PET post-stampa contaminati da inchiostro devono essere consegnati a impianti di smaltimento autorizzati per rifiuti speciali non pericolosi.<\/li>\n<li>Alcune aziende del settore hanno avviato programmi di ritiro del film usato per il riciclo industriale, riducendo la quantit\u00e0 di materiale avviato allo smaltimento.<\/li>\n<\/ul>\n<\/section>\n<p><!-- SEZIONE CONCLUSIVA --><\/p>\n<section data-section=\"riepilogo-operativo-film-pet\" data-rule=\"riepiloga criteri di selezione e gestione senza usare il termine conclusioni\" aria-labelledby=\"h2-riepilogo\">\n<h2 id=\"h2-riepilogo\">Film in PET: riepilogo dei criteri di selezione e gestione operativa<\/h2>\n<p>Il film in PET \u00e8 un materiale tecnico la cui corretta selezione, conservazione e utilizzo determinano la qualit\u00e0 del trasferimento grafico nel processo DTF e in altri processi di stampa digitale. Le caratteristiche del film che incidono direttamente sul risultato di stampa sono: lo spessore, la qualit\u00e0 del rivestimento superficiale, la variante di distacco (hot peel o cold peel) e le condizioni di conservazione.<\/p>\n<p>I criteri tecnici fondamentali da applicare nella gestione del film in PET sono:<\/p>\n<ol>\n<li>Selezione della variante (hot peel o cold peel) in base al tipo di tessuto e alla finitura estetica richiesta.<\/li>\n<li>Verifica dello spessore del film (75\u2013100 \u00b5m) in base alle specifiche della stampante DTF utilizzata.<\/li>\n<li>Conservazione in ambienti con temperatura tra 15\u00b0C e 25\u00b0C e umidit\u00e0 relativa non superiore al 60%.<\/li>\n<li>Mantenimento della pellicola nella confezione originale sigillata fino al momento dell&#8217;utilizzo per preservare il trattamento superficiale.<\/li>\n<li>Manipolazione con guanti antistatici per evitare contaminazioni da grasso sulla superficie stampabile.<\/li>\n<li>Rotazione del magazzino con criterio FIFO per utilizzare i materiali con data di produzione pi\u00f9 recente per ultimi.<\/li>\n<li>Raccolta differenziata degli scarti di film non stampato per avvio al riciclo meccanico.<\/li>\n<\/ol>\n<p>La corretta applicazione di questi criteri garantisce la costanza qualitativa del processo produttivo e contribuisce a ridurre gli scarti di materiale causati da difetti di stampa attribuibili a una gestione non idonea della pellicola.<\/p>\n<\/section>\n<\/article>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questo articolo spiega cos&#8217;\u00e8 il film in PET, quali sono le sue propriet\u00e0 fisiche e chimiche, come viene impiegato nel processo di stampa DTF, quali varianti esistono in base alla modalit\u00e0 di distacco e come si distingue da altri materiali come PVC e poliuretano. 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