Questo articolo spiega cos’è il film in PET, quali sono le sue proprietà fisiche e chimiche, come viene impiegato nel processo di stampa DTF, quali varianti esistono in base alla modalità di distacco e come si distingue da altri materiali come PVC e poliuretano. Vengono trattati: la struttura del polimero polietilene tereftalato, l’influenza del rivestimento superficiale sulla qualità della stampa, le differenze tra hot peel e cold peel, le condizioni di conservazione corrette e gli aspetti di riciclabilità del materiale.

Che cos’è il film in PET e quali sono le sue caratteristiche principali

Il film in PET è una pellicola sottile realizzata in polietilene tereftalato, un polimero termoplastico appartenente alla famiglia dei poliesteri. Viene prodotto mediante estrusione del polimero fuso, che viene steso in lastre sottili e raffreddato per ottenere una pellicola con superficie liscia, omogenea e priva di porosità. Lo spessore standard dei film in PET per uso nella stampa digitale è compreso tra 75 e 100 micron.

La superficie del film in PET è caratterizzata da elevata trasparenza ottica. Questa proprietà consente un preciso allineamento delle immagini durante le fasi di stampa e trasferimento termico, poiché il disegno stampato sulla pellicola è visibile anche dal lato opposto al substrato.

Il film in PET presenta una bassa espansione termica, ovvero mantiene le proprie dimensioni con variazioni minime anche quando sottoposto a calore o pressione. Questa proprietà, denominata stabilità dimensionale, è determinante nei processi che prevedono l’uso di presse a caldo con temperature fino a 160°C. Un materiale con espansione termica elevata produrrebbe distorsioni geometriche nella stampa durante la fase di pressatura.

Proprietà fisiche e chimiche del polietilene tereftalato

Resistenza meccanica
Il PET ha un elevato modulo elastico che lo rende resistente alla deformazione per trazione durante le fasi di alimentazione nella stampante e di rimozione dal tessuto.
Stabilità termica
Il polietilene tereftalato mantiene le sue proprietà strutturali fino a circa 160°C, temperatura raggiunta comunemente nelle presse a caldo per trasferimento tessile.
Barriera contro l’umidità
Il film in PET presenta una bassa permeabilità al vapor acqueo, che protegge lo strato di inchiostro da variazioni di umidità durante le fasi di stoccaggio e produzione.
Trasparenza ottica
Il PET ha un indice di trasmissione della luce visibile superiore al 90%, che lo rende adatto per applicazioni che richiedono visibilità del disegno attraverso la pellicola.
Riciclabilità
Il polietilene tereftalato è identificato dal codice di identificazione della resina 1 (PETE) ed è classificato come materiale completamente riciclabile nei circuiti di raccolta industriale.

Applicazioni del film in PET nella stampa DTF e nel trasferimento su tessuto

Il film in PET è il supporto su cui viene eseguita la stampa nel processo DTF (Direct to Film). In questa tecnologia, la pellicola PET funge da substrato temporaneo su cui vengono depositati gli strati di inchiostro e la polvere adesiva termofusibile. Al termine del processo di pressatura sul tessuto, il film viene rimosso, lasciando il disegno trasferito in modo permanente sul capo.

Il processo DTF con film in PET si articola in sei fasi sequenziali. Nella prima fase, la pellicola PET viene caricata nella stampante digitale con inchiostri pigmentati a base acquosa. Nella seconda fase, la stampante deposita gli strati di inchiostro sul lato trattato della pellicola, partendo dal bianco di base e procedendo con i colori. Nella terza fase, la polvere adesiva termofusibile viene distribuita uniformemente sulla superficie inchiostrata ancora umida. Nella quarta fase, l’eccesso di polvere viene rimosso e la pellicola passa attraverso una fonte di calore che attiva parzialmente l’adesivo. Nella quinta fase, la pellicola viene posizionata sul tessuto e sottoposta a pressatura a caldo. Nella sesta fase, il film in PET viene rimosso dal tessuto secondo le modalità previste dalla variante utilizzata (hot peel o cold peel).

Altre applicazioni del film in PET nel settore della stampa

Oltre al processo DTF, il film in PET viene utilizzato in altri contesti produttivi legati alla stampa e alla personalizzazione:

  • Sublimazione indiretta: la pellicola PET viene usata come supporto intermedio per trasferire immagini sublimatiche su substrati che non possono essere stampati direttamente.
  • Stampa UV su supporti flessibili: il film PET è compatibile con inchiostri UV che polimerizzano per esposizione a lampade ultraviolette.
  • Laminazione: fogli di PET vengono usati come strato protettivo sopra documenti stampati, carte, cartellonistica e prodotti editoriali.
  • Packaging alimentare: la barriera all’umidità e la resistenza meccanica del PET lo rendono adatto per l’imballaggio di prodotti alimentari confezionati.
  • Elettronica flessibile: il film PET funge da substrato per circuiti stampati flessibili e sensori elettronici di superficie.

Hot peel e cold peel: varianti del film in PET per la stampa DTF

Il film in PET per la stampa DTF è disponibile in due varianti principali classificate in base al momento in cui il film deve essere rimosso dal tessuto dopo la pressatura: hot peel e cold peel. La scelta tra le due varianti influenza le caratteristiche estetiche della stampa finita e le modalità operative del processo produttivo.

Film hot peel

Il film hot peel è progettato per essere rimosso immediatamente dopo la pressatura, mentre il tessuto è ancora caldo. Il distacco avviene tipicamente tra 5 e 10 secondi dalla fine della pressatura, quando il film è ancora a temperatura elevata. Questo tipo di pellicola consente un ciclo produttivo più rapido, poiché non è necessario attendere il raffreddamento completo del tessuto prima di procedere con il distacco.

Il risultato estetico della stampa con film hot peel presenta generalmente una finitura lucida o semi-lucida. La rimozione a caldo lascia il film di inchiostro con una superficie più brillante rispetto alla variante cold peel. L’hot peel è preferito nei contesti di produzione in serie dove la velocità di ciclo è un parametro critico.

Film cold peel

Il film cold peel richiede il raffreddamento completo del tessuto prima di procedere con il distacco della pellicola. Il tempo di attesa è generalmente compreso tra 30 e 60 secondi dalla fine della pressatura, oppure il raffreddamento può essere accelerato con ventilazione forzata. Questo processo più lento produce una finitura meno lucida rispetto all’hot peel, con una superficie più opaca e uniforme.

Il cold peel è preferito per stampe che richiedono un’elevata nitidezza dei bordi e una finitura opaca compatibile con l’estetica del capo. La rimozione a freddo riduce il rischio di distacco parziale o deformazione del film di inchiostro, in particolare su superfici tessili con texture pronunciata.

Confronto tra film in PET hot peel e cold peel
Parametro Hot peel Cold peel
Momento di distacco Immediatamente dopo la pressatura (a caldo) Dopo raffreddamento completo (30–60 sec)
Finitura superficiale Lucida o semi-lucida Opaca o semi-opaca
Velocità di produzione Più rapida Più lenta
Rischio di distacco parziale Maggiore su superfici irregolari Minore, il raffreddamento consolida l’adesione
Tessuti consigliati Cotone liscio, jersey, superfici piane Felpe, canvas, tessuti con texture

Differenze tra film in PET, PVC e poliuretano nei processi di transfer

Il film in PET è uno dei tre materiali principali impiegati come supporto nei processi di trasferimento termico. Gli altri due materiali sono il PVC (polivinilcloruro) e il poliuretano. Ogni materiale ha proprietà fisiche e chimiche specifiche che lo rendono adatto a determinati contesti e lo escludono da altri.

Il PVC è un polimero flessibile con un basso punto di rammollimento, inferiore a quello del PET. Questa caratteristica lo rende suscettibile a deformazioni quando sottoposto a temperature superiori a 80–90°C, un range comunemente raggiunto nelle presse termiche per trasferimento tessile. Alcune formulazioni di PVC rilasciano composti organici volatili (COV) durante il riscaldamento, un aspetto rilevante dal punto di vista della sicurezza nei luoghi di lavoro.

Il poliuretano è apprezzato per la sua elasticità e morbidezza al tatto. Tuttavia, la stabilità dimensionale del poliuretano è inferiore a quella del PET, il che può produrre distorsioni geometriche nella stampa quando la pellicola viene sottoposta a trazione durante l’alimentazione nella stampante o il distacco dal tessuto. Il poliuretano è preferito nelle applicazioni che richiedono una finitura tattile morbida nel prodotto finito.

Confronto tra film in PET, PVC e poliuretano per applicazioni di transfer termico
Proprietà PET PVC Poliuretano
Stabilità termica Alta (fino a 160°C) Media (fino a 80–90°C) Media (dipende dalla formulazione)
Stabilità dimensionale Alta Media Bassa–media
Flessibilità del film Media Alta Molto alta
Trasparenza Alta (>90%) Media Media–alta
Riciclabilità Completa (codice 1) Limitata (richiede trattamenti specifici) Parziale
Emissioni durante riscaldamento Assenti Possibili COV Assenti o minime
Applicazioni principali DTF, sublimazione, laminazione Transfer a bassa temperatura, adesivi Transfer morbido, patch elastici

Influenza del rivestimento superficiale del film PET sulla qualità della stampa

Il rivestimento superficiale del film in PET è lo strato funzionale che determina la capacità del film di ricevere e trattenere l’inchiostro in modo uniforme. Un film in PET non trattato ha una tensione superficiale troppo bassa per garantire un’adesione stabile degli inchiostri a base acquosa, i più diffusi nei sistemi DTF. Il trattamento superficiale aumenta la bagnabilità della pellicola, consentendo all’inchiostro di distribuirsi in modo omogeneo senza formare microgocce o aree di ritiro.

I principali metodi di trattamento superficiale applicati al film in PET per uso nella stampa digitale sono:

  • Trattamento corona: esposizione della superficie del film a una scarica elettrica ad alta tensione in atmosfera di aria o azoto. Il trattamento corona ossida la superficie del PET, aumentando la tensione superficiale da circa 36 mN/m (valore del PET non trattato) a valori compresi tra 42 e 56 mN/m.
  • Trattamento al plasma: esposizione della superficie a un plasma di gas inerte o reattivo. Produce un’attivazione superficiale più profonda e duratura rispetto al trattamento corona.
  • Rivestimento chimico (coating): applicazione di uno strato sottile di polimero funzionale sulla superficie del PET, ottimizzato per l’adesione di specifici tipi di inchiostro (a base acqua, UV, solvente).

Effetti del rivestimento sulla polvere adesiva termofusibile

Il rivestimento superficiale del film in PET influenza anche la distribuzione della polvere adesiva termofusibile applicata sulla pellicola dopo la stampa. Una superficie con adeguata bagnabilità trattiene i granuli di polvere in modo uniforme, evitando accumuli localizzati o aree prive di adesivo. Una superficie non trattata o con trattamento degradato provoca una distribuzione irregolare della polvere, con conseguente adesione non omogenea del trasferimento al tessuto.

Il trattamento corona applicato al film in PET ha una durata limitata nel tempo. La tensione superficiale del film trattato diminuisce progressivamente per effetto dell’invecchiamento del materiale e dell’esposizione all’umidità ambientale. Film conservati in condizioni non idonee per periodi superiori a 6–12 mesi possono mostrare una riduzione delle prestazioni di stampa anche se non presentano difetti visibili.

Conservazione e manipolazione del film in PET

Il film in PET deve essere conservato in ambienti asciutti, puliti e privi di polvere. L’esposizione all’umidità altera la tensione superficiale del rivestimento e può causare difetti di stampa. La temperatura ideale di conservazione è compresa tra 15°C e 25°C, con umidità relativa non superiore al 60%.

La pellicola deve essere mantenuta nella confezione originale sigillata fino al momento dell’utilizzo. Le rotazioni o le bobine di film non devono essere appoggiate su superfici dure senza protezione, per evitare deformazioni o graffi che possono generare difetti di stampa. L’esposizione prolungata alla luce solare diretta può degradare il trattamento superficiale e ridurre le prestazioni adesive del film.

Precauzioni durante la manipolazione

Durante la manipolazione del film in PET, è necessario evitare il contatto diretto con le dita sulla superficie stampabile. Le impronte digitali depositano residui di grasso che riducono localmente la tensione superficiale del trattamento, producendo aree con adesione ridotta dell’inchiostro. Per questo motivo, si raccomanda l’uso di guanti antistatici durante il caricamento della pellicola nella stampante e durante le operazioni di ispezione del materiale.

  • Il film non deve essere piegato ad angolo acuto, in quanto può formare pieghe permanenti che causano difetti di avanzamento nella stampante.
  • Le bobine di film devono essere conservate in posizione verticale o orizzontale su supporti appositi per evitare deformazioni della sezione circolare.
  • I tagli del film devono essere eseguiti con utensili puliti e affilati per evitare bordi frastagliati che possono causare inceppamenti nella stampante.
  • In ambienti di produzione con alta frequenza di utilizzo, è consigliata una rotazione del magazzino basata sulla data di produzione (FIFO: First In, First Out).

Riciclabilità e sostenibilità del film in PET

Il polietilene tereftalato è classificato come materiale completamente riciclabile secondo il sistema di identificazione delle resine plastiche. Il codice internazionale assegnato al PET è il numero 1 (indicato con la sigla PETE all’interno del simbolo del riciclo). Questo codice identifica i polimeri che possono essere raccolti, trattati e reintrodotti nei cicli produttivi come materia prima secondaria.

Il riciclo meccanico del PET prevede la raccolta dei materiali in PET usati, la pulizia, la macinazione in scaglie (flake) e la rifusione per produrre granuli di PET riciclato. Questi granuli possono essere utilizzati per produrre nuovi film, fibre sintetiche, imballaggi e altri prodotti. Il processo di riciclo meccanico del PET è operativo su scala industriale in molti paesi europei e consente un risparmio energetico significativo rispetto alla produzione di PET vergine.

Normativa europea sulla gestione dei rifiuti plastici

La Direttiva europea 2019/904/UE (Single-Use Plastics Directive) stabilisce obiettivi di riduzione dell’impatto ambientale delle plastiche monouso. Il Regolamento (UE) 2022/1616 relativo ai materiali a contatto con gli alimenti fissa requisiti tecnici per l’uso di PET riciclato nel packaging alimentare, imponendo standard di purezza per il materiale rigenerato.

Il Piano d’azione europeo per l’economia circolare, pubblicato dalla Commissione Europea nel , prevede l’obiettivo di rendere riciclabili tutti gli imballaggi plastici immessi sul mercato UE entro il . Questo obiettivo include anche le pellicole di plastica come i film in PET.

Limitazioni alla riciclabilità del film PET post-stampa

Il film in PET proveniente da processi di stampa DTF presenta limitazioni specifiche alla riciclabilità industriale. La presenza di inchiostro residuo, polvere adesiva e altri contaminanti sulla superficie della pellicola richiede processi di pulizia prima del riciclo. Nei cicli di produzione in serie, è possibile implementare sistemi di raccolta differenziata dei ritagli e degli scarti di film PET puliti (non stampati) per avviarli direttamente al riciclo meccanico senza necessità di decontaminazione.

  • I ritagli di film PET non stampato sono classificabili come scarti di produzione e possono essere avviati direttamente al riciclo meccanico.
  • I film PET post-stampa contaminati da inchiostro devono essere consegnati a impianti di smaltimento autorizzati per rifiuti speciali non pericolosi.
  • Alcune aziende del settore hanno avviato programmi di ritiro del film usato per il riciclo industriale, riducendo la quantità di materiale avviato allo smaltimento.

Il film in PET è un materiale tecnico la cui corretta selezione, conservazione e utilizzo determinano la qualità del trasferimento grafico nel processo DTF e in altri processi di stampa digitale. Le caratteristiche del film che incidono direttamente sul risultato di stampa sono: lo spessore, la qualità del rivestimento superficiale, la variante di distacco (hot peel o cold peel) e le condizioni di conservazione.

I criteri tecnici fondamentali da applicare nella gestione del film in PET sono:

  1. Selezione della variante (hot peel o cold peel) in base al tipo di tessuto e alla finitura estetica richiesta.
  2. Verifica dello spessore del film (75–100 µm) in base alle specifiche della stampante DTF utilizzata.
  3. Conservazione in ambienti con temperatura tra 15°C e 25°C e umidità relativa non superiore al 60%.
  4. Mantenimento della pellicola nella confezione originale sigillata fino al momento dell’utilizzo per preservare il trattamento superficiale.
  5. Manipolazione con guanti antistatici per evitare contaminazioni da grasso sulla superficie stampabile.
  6. Rotazione del magazzino con criterio FIFO per utilizzare i materiali con data di produzione più recente per ultimi.
  7. Raccolta differenziata degli scarti di film non stampato per avvio al riciclo meccanico.

La corretta applicazione di questi criteri garantisce la costanza qualitativa del processo produttivo e contribuisce a ridurre gli scarti di materiale causati da difetti di stampa attribuibili a una gestione non idonea della pellicola.